OFF- OTRANTO FILM FESTIVAL
XII edizione
19 – 24 settembre 2021  

PERFORMANCE & PERFORMERS
CONNECTING WORLDS

Stefania Rocca - Photo by Giovanni Gastel

Cinema, arti, culture: cooperazione e interazione per una nuova rinascita

«Nel 2018 ho approcciato il mio primo Festival del cinema di Otranto come curatrice, cercando una cifra sperimentale, che con il cinema al centro parlasse alle altre arti e culture. Il cinema come ponte, un crogiolo di arti e mondi, di cui i film sono solo i media o gli atti finali.

Oggi, la nostra scena culturale post pandemica prevede cooperazione ed interazione. Otranto è naturalmente una porta attraverso cui il mondo intero può guardare a quei Paesi del Mediterraneo che sono alla ricerca di punti di contatto e di rappresentazione. Oggi dobbiamo essere tutti insieme motori di una nuova rinascita, che parte da un forte scambio di culture e da una scommessa sulla capacità di saper accogliere ed includere la diversità, sia essa di genere, origine, sessualità o religione. Servono momenti di incontro e proposte, possibilità di visibilità e confronto con uno sguardo ad Est ed a Sud di noi. In questo senso un festival del cinema può essere non solo uno spazio di racconto ma anche un hub operativo per coordinare e promuovere, per dare spazio, visibilità e mercato ad un’industria unica e a persone uniche.

OFF OTRANTO FILM FESTIVAL diventa allora centrale non solo dal punto di vista culturale ma anche logistico, proponendosi come luogo di accesso di un’area di confine vitale ed innovativa, quell’area ionico-adriatica che ha bisogno di rafforzare e raccontare la propria variegata identità.

Si tratta di un racconto dinamico, in divenire. Così ho pensato ad un titolo che fosse un punto di partenza in grado di assorbire ed evolvere le diverse prospettive.

 

Per questo, OFF 2021 si intitolerà “PERFORMANCE & PERFORMERS/ CONNECTING WORLDS”.

 

Perché lo spettatore è sempre stato e deve continuare ad essere al centro dell’evento, perché vorrei continuare a mettere insieme storie spontanee o pianificate, interazioni tra generi diversi, corti nati sul campo da gruppi di giovani studenti provenienti da diverse scuole dell’area in questione per condividere esperienze e lavorare fianco a fianco. Perché il tempo, lo spazio, il medium (il performer o la sua azione raccontata) e la relazione tra opera, dal vivo o sullo schermo, e pubblico, i quattro elementi che caratterizzano l’idea di performance, sono alla base della settimana che si vive ad Otranto a stretto contatto con un pubblico partecipe e meraviglioso.

Le arti visive devono molto al concetto di performance, soprattutto quando si vuole sperimentare. Non a caso è una base di molto teatro, di tanto cinema ma anche di poesia, come nel dadaismo, o di arte moderna e contemporanea, live art e action art in primis, vedi Orlane, Marina Abramovic, Yoko Ono, Joseph Beuys per citarne alcuni. Ma Fellini trasformava ogni suo set in performance, partendo da un’idea di fondo e plasmando i film mentre succedevano.

Anche la recitazione invisibile è un esempio di performance nel cinema classico: “Kim Novak era arrivata sul set di Vertigo con la testa piena di idee che sfortunatamente mi era impossibile condividere. Le ho fatto capire che la storia del nostro film mi interessava molto meno dell’effetto finale, visivo, dell’attore sullo schermo una volta terminato il film” ricordava Alfred Hitchcock.

“Performance” è anche il titolo di un film molto discusso del 1970, un’opera che entrava con un artificio nella vita vissuta del rock ‘n roll di quegli anni, con Mick Jagger e Anita Pallenberg che raccontavano senza filtri le attitudini che permeavano quella scena culturale.

Oggi, Youtube e Weibo, Instagram e Tik Tok ospitano milioni di rappresentazioni popolari dell’idea di performance.

“OFF PERFORMANCE & PERFORMERS/ CONNECTING WORLDS” vuole raccontare, senza filtri, con un occhio alla cultura spontanea e popolare, una scena ed un luogo di oggi, cogliendone l’energia, le storie, la creatività e le emozioni. Una sorta di walk on the wild side”, in quella macroregione ionico-adriatica di cui Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro, Serbia, Slovenia ed Italia condividono uno spazio ideale che sta a noi identificare e proporre, intercettare e diffondere con quell’attitudine di performer che rende tutto autentico e contemporaneo».

 

 Stefania Rocca